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Come sono stati presi i 5 minorenni che hanno violentato in gruppo una studentessa all’Eur

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Fondamentale però è risultata l’analisi dei profili social network. I carabinieri: “Dai profili è stato possibile risalire alla catena dei contatti”.

“A bona, viè qua”. Una delle poche frasi riportabili che un gruppo di minorenni tra i 13 e i 16 anni del Laurentino 38, hanno detto ad una giovane studentessa di 14 anni di Roma, prima di violentarla sessualmente. I carabinieri e la procura dei minori, dopo una serrata indagine, hanno ricostruito quanto successo, ricucendo la rete di contatti del branco attraverso i social.

I militari hanno così potuto eseguire una ordinanza di misura cautelare che dispone il collocamento in comunità di tre minori, due quindicenni e un sedicenne, accusati di avere partecipato singolarmente e in concorso tra loro e con altri due minori, che hanno meno di 14 anni e quindi non imputabili, ad atti di violenza sessuale di gruppo.

La violenza sessuale all’Eur

La ragazza aveva dato appuntamento vicino al Mc Donald’s dell’Eur a due compagni di scuola un po’ più grandi, per scambiarsi gli auguri di Natale. Poi è iniziato l’incubo.  La baby gang dopo pesanti apprezzamenti tutti a sfondo sessuale, ha accerchiato la ragazza, rendendole impossibile la fuga. La studentessa, ancora 14enne all’epoca dei fatti consumati lo scorso dicembre, è stata sopraffatta in pochi minuti. Prima l’hanno palpeggiata, poi uno del gruppo ha preso per un braccio la vittima e l’ha trascinata in una zona poco illuminata.

Lì l’hanno baciata, palpeggiandola più volte nelle parti intime. Istanti interminabili per la minorenne. La ragazzina, disperata, ha cominciato ad urlare sperando che qualcuno potesse salvarla da quell’orrore. Le grida hanno attirato l’attenzione proprio dei due amici con cui aveva appuntamento e che subito sono intervenuti. I cinque però li hanno aggrediti con calci e pugni. A salvarli i carabinieri dell’Eur.

Come è stato preso il branco

In molti scappano, uno di loro verrà raggiunto e fermato dai militari nelle vicinanze. Bloccato, uno dei ragazzi che poi si scoprirà essere uno del branco, ha raccontato di non c’entrare nulla con la violenza e che anche lui era stato vittima di quella baby gang. Una versione ritenuta da subito ritenuto poco credibile dai carabinieri che lo hanno voluto riascoltare anche in caserma. È da lì che sono partite le indagini.

Le immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza del Mc e quelle in diverse aree commerciali dell’Eur, sono riuscite ad inquadrare il gruppo. Tra i volti che compaiono nelle telecamere, anche quello del ragazzo fermato che aveva tentato di scagionarsi. Da lì i carabinieri hanno analizzato le sue frequentazioni e la risposta è arrivata dai social. Su Instagram e Tik Tok apparivano con lui altri ragazzini, ripresi proprio dalle telecamere dell’Eur.

Fonte: RomaToday

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