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Coronavirus Lazio, bus e metro si fermano alle 21

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Tutti fermi alle 21. Bus, metro, pullman. Facendo seguito all’ultimo decreto del premier Conte e alla richiesta pressante dei sindacati preoccupati per la salute degli autisti, la Regione con un’ordinanza firmata ieri dall’assessore alla Mobilità Mauro Alessandri, dal collega alla Sanità Alessio D’Amato e da Daniele Leodori ( vice del governatore Zingaretti che è a casa con il coronavirus), detta le nuove regole per tutto il Lazio all’epoca del coprifuoco.

Dunque solo servizi minimi essenziali, come quelli che servono ai pendolari per andare al lavoro o ai cittadini per raggiungere gli ospedali; drastica rimodulazione di frequenze e parco vetture, che viaggeranno come se fosse agosto. E stop ai controllori a bordo. Troppo alto il rischio del contagio. ” Il criterio è permettere ai cittadini di raggiungere attività e servizi che ancora funzionano”, spiega l’assessore Alessandri.

Se questo è il quadro generale, il Campidoglio sta fissando per Roma le nuove modalità del servizio. Saranno solo 1.060 i mezzi di superficie fra bus, filobus e tram, attivi ogni giorno, su un parco complessivo di 2.000 vetture. Orario estivo anche per la metropolitana, linee A, B, B1 e C, che adesso viaggiano quasi vuote. I dati di Atac dicono che i passaggi ai tornelli sono calati del 65 per cento. Forti riduzioni al servizio sono previste anche per Roma Tpl, il consorzio che gestisce il trasporto pubblico in periferia.

Non avrebbe senso, ragionano in assessorato alla Mobilità, far continuare a girare tutti i mezzi in deposito se, come evidenzia la municipalizzata del trasporto, i passeggeri nei servizi di superficie sono calati del 70 per cento. Per la paura galoppante e per il divieto agli spostamenti. “Ora che è arrivata l’ordinanza regionale – dicono in assessorato – l’Atac si metterà al lavoro per rimodulare il servizio. I nuovi orari dovrebbero partire da lunedì ” . Per il calo di lavoro e di utilizzo dell’organico l’ordinanza suggerisce il ricorso alle ferie residue e ai congedi.

Per tutelare gli autisti dal contagio il provvedimento licenziato ieri vieta la salita e la discesa dalla porta anteriore e chiede di lasciare libera la prima fila. Ma i conducenti chiedono di più. Non si sentono abbastanza protetti. Anche se la sindaca Virginia Raggi ieri ha ricordato che sono in corso interventi di santificazione su bus e pensiline. Gli autisti vogliono le mascherine e i guanti. Nelle loro chat viaggiano propositi bellicosi, fino al blocco del servizio per protesta. Ecco un passaggio: “Visto che non ci sentono si fa così. Mascherine niente consegna? Guanti niente consegna? Si chiamano i carabinieri. Lavorare? Sì ma con tutte le garanzie che la legge consente. Le aziende sono obbligate alla tutela della salute del dipendente”.

Il Campidoglio potrebbe affidare ai tassisti un ruolo delicato, quello di controllare il divieto agli spostamenti previsto dal decreto del premier, permettendo la salita a bordo solo ai passeggeri provvisti dell’autocertificazione che motiva lo spostamento. Ma anche i tassisti hanno paura. La Filt Cisl chiede urgenti misure di prevenzione sanitaria: deve essere vietato occupare il sedile anteriore, numero contingentato di persone a bordo, obbligo di mascherina per i passeggeri. Il provvedimento del Campidoglio verrà incontro alle loro richieste?

Fonte: Roma la Repubblica.it

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