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Coronavirus a scuola, a Roma oltre 100 classi in quarantena: torna la didattica a distanza

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E’ passata meno di una settimana dalla riapertura della scuole nel Lazio del 7 aprile e già oltre 100 classi a Roma si trovano in quarantena. Numeri in continua evoluzione e non definitivi secondo fonti sanitarie che, come possono, aggiornano la conta.

Al primo sintomo di studenti, docenti o personale scolastico, i presidi contattano le Asl e attendono che si predisponga tutto per un tampone. Intanto – in attesa dell’esito – le classi finiscono “parcheggiate” a casa. Da quanto appresso, sono almeno 45 le classi costrette a casa per possibili contagi Covid nei municipi I, II, III, XIII, XVII, XVIII, XIX e XX. Almeno 40 quelle dei municipi V, VII, VIII, VI, IX, XI e XII, mentre sono almeno 30 quelle nei municipi X, XV e XVI e nel comune di Fiumicino, ossia il territorio coperto dalla Asl Roma 3 dove sono 15 le scuole “colpite” con 27 contagi accertati dal sette aprile.

Ovviamente le classi in quarantena cominciano a creare problemi nell’organizzazione della didattica in presenza e così diverse scuole sono state costrette a tornare alla didattica a distanza.  “Con l’aumento delle classi in quarantena nelle scuole, l’organizzazione sul fronte didattico diventa assai complicata”, spiega a RomaToday Cristina Costarelli, dirigente scolastico del Liceo Isacco Newton di Roma e vicepresidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio.

“Il nodo dei numerosi docenti in isolamento accanto alle assenze per le vaccinazioni in atto, in diversi casi obbliga alla riduzione dell’orario e a far stare in Didattica a Distanza, in via eccezionale, classi che dovevano stare in presenza, per evitare che in classe ci sia un docente di sorveglianza mentre l’altro fa disciplina”.

Le difficoltà si toccano con mano nell’esercizio dell’attività scolastica – prosegue la preside – lo vedo a cominciare dall’istituto che dirigo, dove abbiamo due classi in quarantena e 14 docenti in isolamento. Alle superiori la questione può essere gestita, relativamente, con più facilità, al contrario degli istituti comprensivi che possono utilizzare la Didattica a Distanza in via estrema e dove per chiamare i supplenti passano giorni. Sono loro ad avere i problemi maggiori. Una criticità ampliata oltremodo in relazione alle quarantene spesso allungate a 14 giorni imposte dalle aziende sanitarie locali a motivo dei casi di sospette varianti Covid”.

Fonte: RomaToday